La fiamma e lo studente

La laurea di Diego festeggiata venerdì è ancora nell’aria e la ritroviamo in un senso di gioia semplice e vera che continua ad accompagnarci, un po’ per il ricordo della bella serata insieme (più o meno lunga a seconda dell’ora a cui ciascuno si è ritirato), un po’ perché il neo-dottore in astrofisica in questi due anni e mezzo tra noi è stato così, semplice – cioè alla mano, attento alla quotidianità della casa – e vero, sensibile, acuto, sincero, educato. Preghiamo che ora i tempi per trovare la propria carriera siano celeri e che i percorsi che lo attendono gli diano soddisfazione. “Possa mantenere buoni rapporti con i vicini, ma consigliarsi solo con i saggi; suoi commensali siano gli uomini giusti, il suo vanto sia nel timore del Signore” (Siracide 9,14.16).

L’inizio della settimana abbiamo avuto a messa e a cena con noi il clan del Bologna 2: 29 scout con cui si è creata una buona sintonia e che con noi hanno condiviso pure la serata biblica incentrata su 1 Samuele 24–26. Trattando di Davide che per due volte risparmia il re Saul rifiutando la vendetta, abbiamo visto come il perdono apra a un futuro bello. Intrepido, Davide è stato aiutato da Dio che pure gli ha fatto incontrare Abigail, personificazione della sapienza che lui desidera sposare.

Per il resto, cose ordinariamente belle: lo studio, il calcetto per qualcuno il mercoledì sera, un pupazzo di neve, un po’ di preghiera in attesa del Natale la domenica pomeriggio per 4/5 di noi, cena con un gruppo di seminaristi e concerto gospel per una decina di noi. Proseguono i colloqui di metà anno.

Avvicinandosi il Natale del Signore, luce per il mondo, avvertiamo di dover permettere che la luce rischiari i nostri pensieri, dissipando le ombre, e che il fuoco da cui la luce di fatto promana ci plasmi, dandoci la forma più bella. Evviva l’Avvento!

Un abbraccio a tutti,

don Marco Settembrini                                               VSG, 15.XII.2019

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