A conclusione dell'anno di formazione comunitaria, la parola di Francesco Ubertini

Il Magnifico Rettore a VSG!

"Se studi, vai a lavorare!"

Mercoledì sera abbiamo ricevuto una video-chiamata importante. Il Rettore magnifico Francesco Ubertini, non riuscendo a venire a VSG per il protrarsi dell’emergenza Covid-19, ha desiderato confermare l’impegno di riflettere con noi sul ruolo dell’Università per l’immediato futuro del nostro Paese rendendosi presente via Teams.

L’incontro è stato molto intenso sia per i contenuti sia per i tratti fraterni del Relatore, visibilmente felice di potersi intrattenere coi “suoi” studenti. Dopo un nostro breve saluto con alcune parole di presenta­zione della nostra comunità, gli abbiamo mostrato un video di 2 minuti con alcune immagini dei nostri spazi e della nostra vita insieme.

Il Rettore ha sottolineato la rapidità e la profondità dei cambiamenti in atto, che esigono capacità di adattamento rapidissime. Algoritmi che agiscono in frazioni di secondo mutano la finanza, la chirurgia, l’industria automotive (solo per fare alcuni esempi tratti da alcune sue recenti visite a luoghi della Regione).

Se qualche decennio fa si diceva ai figli “Se non studi, vai a lavorare!”, ora “Se studi, vai a lavorare”. Calcolando che il 60% dei bimbi che cominciano ad andare a scuola farà mestieri che oggi non esistono, è necessario porsi nella prospettiva di una formazione permanente e comprendere come sia strate­gico investire sulla formazione. L’Europa nel 2019 ha raggiunto l’obiettivo di avere il 40% di laureati tra la popolazione giovanile, la Corea del Sud ha rag­giunto il 60%, molti Paesi asiatici investono ingenti capitali nella formazione dei giovani mentre l’Italia è ferma al 30% (naturalmente con variazioni regio­nali).

Ci saranno nuove possibilità di lavoro ma occorre possedere le cono­scenze richieste e sapere che questi posti di lavoro possono essere “altrove”, in luoghi diversi da quelli in cui il lavoro viene a mancare.

Oggi UniBo ha 85.000 studenti, di cui la metà proviene da fuori Regione. Non può accogliere ulteriori studenti (è uno degli atenei di qualità più grandi in Europa) ma può crescere con l’innovazione della didattica: mantenendo la modalità in presenza lo studente deve essere parte attiva del processo di apprendimento, lavorando su casi pratici, mediante gli strumenti tecnologici più adatti. Quanto ai contenuti, bisogna incrementare l’ampiezza di visione, imparare a guardare “ai lati”, facendo attenzione che una formazione sempre più circo­scritta e raffinata non penalizzi una consapevolezza del contesto degli studi. Si propone così che gli iscritti a corsi di laurea scientifici frequentino un corso opzionale di storia e che nelle aree umanistico-sociali si venga a contatto con il mondo imprenditoriale e con la matematica.

Dopo circa 50 minuti di relazione, abbiamo posto alcune domande sulla mens delle lauree professionalizzanti, sul 5G, sulla ragione per la quale le materie più vicine al mondo del lavoro si incontrino solo alla fine della triennale, sul per­ché si entri tardi nel mondo del lavoro.

Il Rettore ha affrontato le questioni postegli, poi ha desiderato interrogarci lui su alcune questioni, assicurandoci infine che il prossimo anno verrà a noi di persona! GRAZIE, Rettore!

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